Exuvia

Exuvia

Immagini senza luogo e tempo di un mondo ultra-umano radicato nel vivente, emancipate dal tempo biologico, dal tempo dell’irreversibilità della freccia temporale e dell’entropia.
L’immagine nasce come manipolazione digitale di fotografie di un fossile di orso speleo.
Il reperto in un olistico svelamento, struttura le forme della casa primigenia: la spelonca che accolse al contempo l’uomo e l’orso, estinto 30000 anni fa, custodito da una dimora divenuta monumento funebre.
Sono interessato alla manifestazione delle forme e degli enti, tan- to naturali quanto culturali, per questo strutturo l’opera su più registri di lettura. Il primo registro è quello di un eredità geo- logica, memoria dell’evoluzione naturale. Il secondo è costituito dal binomio alchimia e scienza.
L’operazione di metamorfosi della materia allude ai processi ca- ratteristici dell’ingegneria genetica quanto alle trasformazioni alchemiche.
Il nero è colore della materia putrescente, che conduce sempre a nuova vita e il blu è livido: ricordo costruttivo del male nel per- corso verso la metamorfosi personale e spirituale dell’alchimista. Il blu è nella tradizione pittorica il colore della dimensione di- vina, allusione alla finalità demiurgica dell’uomo e di una tenden- za poietica crescente nello sviluppo tecnico umano.
Le opposizioni uomo-orso e alchimia-scienza sono da intendersi come partecipanti ad un processo evolutivo privo di finalità, letto in- vece in chiave contingente.

Tecnica

Fotografia

Anno

2018

Materiali

Fotografia digitale

Dimensioni

Variabili