Premio Matteo Olivero 2018

Premio Matteo Olivero 2018

Ricordare la memoria. Memoria intesa come capacità di ricordare ciò che è stato, di rievocare il passato non in chiave passivamente nostalgica ma di reinterpretazione attiva del futuro, memoria come ricordo, identità, percorso storico, problematica tecnologica, smaterializzazione, eterna giovinezza, perdita e controllo.
Memoria come oblio, memoria come dato da salvaguardare, memoria come materia, in tensione tra i possibili stati che può assumere. Memoria malleabile, trasfigurabile, non dato inobiettabile quanto piuttosto calco impreciso di un’ impronta passata.
Si apre al nostro presente la possibilità inedità di preservare dati qualitativamente ineguagliabili alle precedenti generazioni, la preservazione di un archivio inestimabile per le generazioni future di quanto successe ieri, oggi.
I dati, fotografie, pensieri, video, documenti virtuali come pulviscolo di memoria si accasciano uno sopra l’altro all’interno di potenti server, custodi di una memoria globale. In questo panorama sembra non ci sia più spazio per l’amnesia, per il vuoto.
Materializzando il processo della memoria affermo il valore della precarietà, dell’effimero e del caduco, ribadendo la funzione di monumento funebre dell’edificio che accoglie i resti di ciò che era e che non è più. Un espositore trasparente collegato a un sistema di refrigerazione, attraverso la condensazione di aqua dall’umidità dell’am- biente da luogo alla creazione e conservazione di stalattiti di ghiaccio che nella loro crescita sedimentaria alludono a processi mnemonici. La scelta arbitraria o il caso fortuito (nel momento in cui finito il tempo di esposizione verrà spento l’impianto o nel caso di un blackout casuale) decideranno il destino di queste piccole architetture limpide che destinate alla loro evanescenza fisica ci ricordano della caducità della materia. Il mio interesse è nella generazione di un sistema dinamico in cui forme naturali sussistono grazie a sistemi tecnici. Nei miei lavori la natura esiste in simbiosi, o traviata, dalla tecnologia, sono interessato all’offuscamento di questo limite.
Il progetto, mira a esplorare l’estetica del casuale e quella accidentale, la poetica dell’assenza, la nostalgia e la relazione vitale tra il gesto artistico e il contesto in cui è esposto. I miei lavori precedenti riguardano anche una memoria geologica ed è per questo motivo che mi soffermo in questo caso di meno sulla memoria storica.

Il progetto è stato presentato per il bando “Premio Matteo Olivero 2018”, non ancora realizzato,

Tecnica

Installazione

Anno

2018