Resiliente

Resiliente

Il termine resilienza deriva dal latino “resalio”, iterativo del verbo “salio”, che in una delle sue accezioni originali indicava l’azione di risalire sulla barca capovolta dalle onde del mare. E’ la capacità di un individuo di generare fattori biologici, psicologici e sociali che gli permettano di resistere, adattarsi e rafforzarsi, a fronte di una situazione di rischio. E’ un’inversione di tendenza a seguito di un “rimbalzo” come indica la voce latina “resalio”. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. L’esposizione alle avversità sembra rafforzarle piuttosto che indebolirle. Si tratta dunque della capacità di cogliere al volo le “risalite dopo le discese ardite”. Laddove per discese ardite si intendono quei fallimenti che potrebbero demoralizzare e demotivare fino all’abbandono. Allenare la nostra resilienza significa dunque porsi continuamente una domanda di fronte agli accadimenti della vita: “Cosa c’è di buono in quello che sta succedendo?“, ovvero “Qual è il miglior significato che posso attribuire a quanto sta accadendo?“

Applicando questo principio ad una molla, ho realizzato una serie di 16 fotografie disposte su 4 linee; le prime 8 foto rappresentano la fase estensiva della molla (la molla viene tesa e quindi sottoposta a deformazione), le altre 8 rappresentano invece la fase distensiva (quella in cui quest’ultima non essendo più sottoposta a tale forza, torna alla sua forma originaria , perché possiede resilienza).

Opera esposta presso gli spazi di Vaku Project Space, all’interno della mostra Plurima Mortis Imago.

Tecnica

Fotografia

Anno

2015

Materiali

Fotografie

Dimensioni

8.5 x8.5 cm

40 x 40 xm